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IO E LA LUA

No, non è un refuso: LUA non sta erroneamente per LUNA, ma per Libera Università dell’Autobiografia. Che, in fondo, un po’ luna leopardiana lo è davvero, con tutte le domande sulla vita che mi ha aiutato a far emergere, e su cui mi ha spinto a indagare.

Quest’anno di grazia 2023, per me, sono dieci anni di LUA e del borgo di Anghiari, preziosa fonte di ispirazione culturale e di progettualità. Dieci anni in cui ho fatto esperienze importanti, sollecitato in particolare dal fondatore dell’Associazione, Duccio Demetrio, impagabile maestro di schiere di persone che come me hanno saputo cogliere nella scrittura di sé, e degli altri, valori formativi e concrete opportunità di crescita personale.

L’avventura intrapresa con la LUA, qualche tempo dopo il pensionamento, non credo sia nata per caso. Forse, nel mio darmi da fare per scorgere nuovi orizzonti di senso e di impegno, cercavo Anghiari, senza neppure averla in mente, come se fosse la mia pietra filosofale e senza sapere che la città della Battaglia era anche la città dell’autobiografia. Devo alla mia prima raccolta di storie del quartiere di Vitinia (“Ultra” vendeva noccioline, 2013) il privilegio di una scoperta propiziata dalla segnalazione di Enrica Merlo (la mia amica ha per secondo nome Zaira, come una delle città invisibili di Calvino, altro segno premonitore di un percorso che più tardi mi avrebbe portato ad approfondire il tema dei luoghi).

Il Festival dell’Autobiografia di quello stesso anno mi aveva affascinato, non meno della carismatica personalità di Demetrio. Tanto che subito dopo, incuriosito e desideroso di maturare nuove esperienze, mi sono iscritto al corso Graphein, e l’anno successivo a Morphosis-Mnemon, specializzandomi in scrittura autobiografica e biografica.

Più ci si mette in movimento, e più si lasciano tracce di sé, facendo proprie quelle degli altri camminatori che si incontrano sulla via.

Seguendo il nuovo percorso ho conosciuto molte persone e mi sono fatto conoscere, alla LUA. Non diversamente, peraltro, da come mi era sempre capitato nella vita precedente, alimentata e messa alla prova, com’è stata, dalla mia naturale inclinazione verso la comunicazione e lo spirito di appartenenza. Mentre continuavo a pubblicare altre raccolte di storie, la mia presenza ai Festival era diventata così non più solo come attento spettatore, ma anche nel ruolo di relatore, . Il video di presentazione della LUA che si trova nell’homepage del sito l’ho realizzato io insieme ad Alessia Roselli, mia moglie. Poco dopo sono diventato referente territoriale LUA, partecipando alla scuola che al riguardo era stata nel frattempo istituita, e ho poi assunto l’incarico di guidare la seconda edizione della scuola stessa.

Laboratori di scrittura autobiografica, nel mio territorio, e altri – anche online, a livello nazionale – ne ho curati molti, ogni volta chiamato e incoraggiato da Duccio, con il quale mi sono occupato dell’organizzazione dei Festival e di altri eventi culturali. Dal 2020 al 2023 ho inoltre fatto parte del consiglio direttivo della LUA, vivendo insieme a colleghe e colleghi la delicata fase che si era creata con la pandemia. Anche in quei frangenti, dalla crisi abbiamo saputo tirar fuori opportunità che hanno permesso di resistere al rischio di un possibile naufragio e di rimetterci in viaggio con nuove energie.

Con la supervisione del Fondatore sono stato coordinatore del concorso letterario “L’Albero delle ciliegie” e direttore e docente della scuola “Nel borgo dei canta-storie”, ed ho collaborato con la LUA anche nelle vesti di redattore della rivista Autobiografie, di referente territoriale e di segretario culturale del Centro Nazionale Ricerche e Studi autobiografici.

In questi dieci anni ho pubblicato una decina di raccolte di storie di vita e il saggio “La mia anima è un’orchestra”, una ricerca sul tema della molteplicità dell’io nella scrittura autobiografica. Mentre scrivo queste note sto curando la pubblicazione del secondo libro dell’albero delle ciliegie, “Una tira l’altra”, con i racconti premiati al secondo concorso letterario della LUA.

Raramente, quando sono stato invitato a collaborare, mi sono tirato indietro, essendo sempre mosso da una spesso incosciente propensione all’entusiasmo e alla disponibilità che qualcuno, già anni fa, aveva diagnosticato come chiaro sintomo della “sindrome della crocerossina”. E forse in parte è anche vero. O totalmente vero.

Ma dove volevo arrivare? Ho iniziato a scrivere queste note senza sapere esattamente dove sarei andato a parare, fiducioso nella produttività della scrittura. Ora mi accorgo che questa mi ha portato a stendere una sorta di intimo bilancio, un dialogo con me stesso che a questo punto mi sembra giusto interrompere qui, offrendolo a chi lo leggerà come riconoscente testimonianza di un’esperienza che non ho difficoltà a definire privilegiata.

Sì, proprio privilegiata. La ricchezza che ho ottenuto in questa parte di vita, in cambio del mio volontario contributo, ha un valore che si può misurare solo in termini di apprendimento, opportunità e crescita personale. E contiene in sé anche un significativo tesoretto che si chiama amicizia.

Bello è non smettere di imparare e di poter aiutare altre persone a farlo. A qualunque età.

Ecco, questi sono i miei dieci anni con la LUA. Per i prossimi a venire, dovendo dedicare più tempo ed energie a me stesso e a questioni familiari, ho già previsto di ridurre i livelli di impegno: so che la mia crocerossina non è d’accordo, ma altre parti di me più ragionevoli pare l’abbiamo già messa in minoranza.

P.S. del 3 luglio 2024. Buoni propositi rinviati: quest’anno, oltre ad aver diretto la scuola per canta-storie, ho curato ancora una volta l’organizzazione del concorso e del Festival. Il cambio di passo, per citare il titolo della mia ultima raccolta di storie, è rimandato al 2025.

Nella foto: con Duccio Demetrio ad Anghiari

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