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Da oggi, vigilia di Natale ’25, a chi ama le storie e le considera elementi irrinunciabili del nostro vivere civile, potrà forse interessare il mio nuovo librino (piccolo nelle dimensioni, ma denso di contenuti) Narr-azione, disponibile sul sito dell’editore Mimesis e ordinabile nelle librerie.

Non ci può essere comunità senza narrazione, né narrazione senza comunità. Il narrare è l’agire che fa incontrare e unisce: genera ascolto e incoraggia a raccontare ancora, moltiplicando le occasioni per allargare il campo della conoscenza. La tesi principale del mio nuovo libro è riconoscibile in queste preliminari considerazioni, punti di vista accreditati non solo sul piano teorico, ma soprattutto personalmente verificati su quello dell’esperienza nel corso della mia seconda vita da educatore autobiografico.

Il titolo che ho scelto, Narr-azione, con quel trattino che fa emergere l’idea di movimento contenuta nella parola, ha la presunzione di sottolineare il valore formativo e sociale proprio del narrare. Il sottotitolo Dalla Città dell’Autobiografia al Borgo dei canta-storie riassume invece il senso dell’itinerario che ho percorso da quando ho iniziato a interessarmi di scrittura autobiografica e biografica ad oggi. Dopo l’uscita dal mondo del lavoro, cercavo nuovi orizzonti di senso e li ho puntualmente trovati in questo campo arato dalla scrittura e dalla memoria, partendo dal quartiere romano di Vitinia per approdare alla Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari e infine alla città di Pineto, dove vivo da due anni.

Auto-formazione e formazione. Progetti da far nascere e curare. Persone incontrate. Apprendimento e arricchimento interiore. Riconoscenza e gratitudine. Comunità e incontro: io e noi. Di questo mi sono alimentato negli ultimi quindici anni e di questo parlo nel mio nuovo lavoro editoriale, che va ad affiancarsi al precedente saggio La mia anima è un’orchestra. Scrittura autobiografica e molteplicità dell’io (Mimesis, 2021) pubblicato nella stessa collana “Quaderni di Anghiari”.

Il libro si compone di cinque capitoli in cui racconto le mie esperienze di formatore e di raccoglitore di storie di vita e descrivo gli obiettivi e il metodo adottato. “Biografia di comunità, formazione autobiografica, narrazione dei luoghi e scuola per canta-storie – si legge nell’introduzione – sono i campi d’azione e di ricerca in cui ho maturato la mia esperienza e dei quali riferirò e rifletterò nelle pagine che seguono, pensate e scritte in risposta a un’intima necessità di ricostruzione e di testimonianza”.

Già, si scrive quando si ha qualcosa da dire, e per me era evidentemente arrivato il momento di farlo, per condividere il senso del “raccontare e raccontarsi” che mi ha guidato da quando sono uscito dal mondo del lavoro. Per ridare senso e impegno al mio vivere, mettendomi a disposizione dei gruppi sociali che ho incontrato e stando sempre al fianco della Libera Università dell’Autobiografia.

Sono molto grato a Duccio Demetrio e a Stefano Raimondi per aver accolto il mio nuovo contributo nella collana blu dei “Quaderni”, dedicata alla formazione autobiografica e biografica. Chi lo leggerà scoprirà un racconto in cui autobiografia e saggio, cioè pratica e teoria, si sostengono a vicenda dialogando intorno al trittico composto da memoria, scrittura e comunità.

R. Scanarotti, Narr-azione. Dalla Città dell’Autobiografia al Borgo dei canta-storie. Mimesis editore, Collana: I Quaderni di Anghiari, 2025, 126 pp. ISBN: 9791222326672

https://www.mimesisedizioni.it/libro/9791222326672

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