Domenica 26 ottobre ho presentato il mio nuovo progetto di raccolta di storie di comunità nel borgo storico di Mutignano, frazione collinare di Pineto. Dal calore con cui sono state accolte le mie proposte, sono fiducioso in una buona riuscita di questa nuova avventura narrativa, che vedrà impegnata al mio fianco la promettente neo-biografa di comunità Lavinia Corvi. Nel testo che segue, sintesi dell’intervento che ho tenuto nell’Auditorium di S. Antonio, le premesse, le motivazioni e gli obiettivi del progetto “Mutignano si racconta”.
Il progetto di narrazione di comunità “Mutignano si racconta” è patrocinato dal comune di Pineto e rientra tra le attività territoriali della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari, da me curate in Abruzzo con il Circolo l’Officina del racconto di Pineto. Ringrazio in particolare l’assessora alla cultura Jessica Martella, e l’assessore alla valorizzazione del borgo antico Santino Ferretti.
Mutignano è un borgo aperto e ancora vivace, orgoglioso delle proprie antiche radici. L’iniziativa che oggi presentiamo si unisce alle molte iniziative sociali e culturali che qui da tempo si organizzano per contribuire a rinsaldare il legame che unisce la memoria al futuro. Di più: è anche una sfida allo spirito di questo tempo in cui si riconosce meno valore alla memoria stessa e si sono persi i confini tra il vero e il falso.
Un luogo in cui si è vissuto lascia sempre tracce profonde nell’esperienza umana: insegna, forma, orienta, interroga, emoziona: è parte costitutiva della nostra identità. Il teatro della nostra vita su cui si snodano le storie. Noi tutti siamo un racconto, e non smettiamo mai di raccontarci e di raccontare: a volte basta un profumo a risvegliare un’emozione che vive in noi e a farci sentire il bisogno e il piacere di condividerla.
Raccontare con la scrittura è una scelta che aiuta a non disperderle, quelle emozioni e quei ricordi che ci sono cari. Scriverle e condividerle è un modo per fissarle e salvarle, un modo che ci fa passare all’azione, rafforza il senso di comunità e il senso di appartenenza mentre semina conoscenza ed esperienza per le generazioni future.
Raccontare storie di vita in un luogo è onorare il luogo stesso, è fare qualcosa, agire: significa offrire il proprio contributo per trasmettere esperienza e dare sostanza a un impegno civile e culturale.
“Sicuramente – ha scritto il poeta e paesologo Franco Arminio – bisogna invocare più servizi, ma bisogna anche produrre noi stessi dei servizi per i paesi”.
Raccontare per lasciare testimonianze della vita nel paese è un servizio che guarda al futuro, e lo è ancora di più quando le storie individuali si innestano nella memoria collettiva, la integrano, la difendono
e si mettono a disposizione della storia del luogo. Mentre lo raccontiamo, rievocando fatti e persone, il borgo a sua volta ci racconta. Salvando le nostre storie ci prendiamo cura del luogo stesso
restituendogli quello che ha dato a noi: dopo esserne stati figli, a qualunque età ciò sia avvenuto, con la narrazione ne diventiamo genitori.
Quando e dove, chi, come, perché… la memoria collettiva è una corale dimensione di interiorità solidale, un arcipelago di storie sommerse che “Mutignano si racconta” intende far riemergere perché non si perdano.
Qualcosa qui già si è mosso, in questa direzione, e il recente libro Mutineanum di Antonio Cellinese, un sincero appassionato della storia locale, ne è una prova. Ma la mia proposta è che siate voi stessi i narratori del prossimo libro, i veri protagonisti. Per questo lavoreremo individualmente e insieme, incrociando la memoria personale con la memoria collettiva.
Quest’estate Lavinia ed io abbiamo già testato il progetto incontrando due signore mutignanesi, grazie alla fondamentale collaborazione di Catia Ciarrocchi, vice presidente della Pro loco borgo antico di Mutignano. La raccolta delle storie delle persone nei luoghi produce sempre effetti benefici e trasformazioni. Io li ho visti, questi risultati, già nella mia prima esperienza romana.
Ma che cosa si può raccontare? Le nostre vite sono un menu immenso: casa, famiglia, cibo, persone e personaggi, fanciullezza, giovinezza, lavoro, natura, eventi, chiesa, partiti, scuola, usanze, giochi, feste, botteghe, luoghi del borgo, detti…emozioni e sentimenti. E ancora: miti e leggende
ascoltati dai nonni.
In sintesi, questi sono gli obiettivi che vorremmo raggiungere, insieme a voi:
Recuperare, conservare e rendere condivisibili le memorie di vita di Mutignano
Arricchire la conoscenza della storia locale attraverso la valorizzazione delle piccole storie che contribuiscono a creare spazi affettivi e di crescita personale
Valorizzare il ruolo della memoria collettiva e della narrazione
Sostenere e promuovere senso di appartenenza, di partecipazione e spirito comunitario
E queste le diverse fasi del progetto:
presentazione pubblica dell’iniziativa;
individuazione dei “testimoni della memoria” e programmazione degli incontri;
raccolta delle testimonianze orali attraverso colloqui singoli con le persone.
Scrittura dei resoconti
Restituzione, approvazione e condivisione (pubblicazione di un libro e/o nelle forme mediatiche che saranno successivamente individuate).
Noi vi aiuteremo a raccontare e poi vi restituiremo le vostre testimonianze in forma scritta. E tutti insieme scriveremo l’antologia di Mutignano. Spero siate in molti a voler partecipare.