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Venerdì 4 aprile 2025 nell’Officina del racconto di Pineto abbiamo avuto ospite Stefanie Risse, coordinatrice del Circolo di scrittura a distanza della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. E insieme a lei ci siamo misurati con la scrittura epistolare. Sì, epistolare, le vecchie lettere scritte a mano; quelle che si imbucavano dopo aver leccato il francobollo e poi si aspettava. E si restava avvolti da un’ansia mitigata dal piacere stesso dell’attesa di una risposta, in un’umana e quasi poetica dimensione da sabato del villaggio.

Eravamo in un altro tempo, certo. Non molto remoto nella realtà, ma reso molto più lontano e antico dalla velocità con cui i nuovi strumenti di comunicazione hanno cambiato il nostro esistere, accompagnandoci nella presente era dell’infocene, dove tutto deve avvenire in tempo reale.

“Corrispondenza” era e resta una bella parola. Non che non lo sia anche oggi, con le mail e tutto il resto: ma nella lettera ci mettevi qualcosa di più. Insieme all’anima ci mettevi anche il corpo, filtrato da una scrittura che non conosceva ancora le vantaggiose alchimie del copia-incolla. Dovevi curare non solo i pensieri, ma anche la calligrafia, affinché fosse ben leggibile e possibilmente anche gradevole nella sua composizione d’insieme, perché quella pagina eri tu: in quei segni c’era la tua mano, il tuo sentire, tracce della tua esistenza. Scrivere una lettera era un piccolo progetto che fra l’altro ti obbligava a metterti in movimento, quando, per concluderlo, andavi ad acquistare il francobollo e ti affidavi alla rossa cassetta postale. E c’era corpo anche lì, in quella banale azione con cui consacravi la connessione che ti univa a un’altra persona: caro amico ti scrivo… 

Non c’era nostalgia a Villa Filiani, mentre nel film della memoria scorrevano immagini della vita passata. C’era sicuramente amore. Amore e riconoscenza per la vita stessa, appunto, in un abbraccio riconoscente al valore dello stare insieme, in ascolto di sé stessi e degli altri. Sintonizzati sul canale della narrazione condivisa e, a tratti, anche della confessione condivisa e liberatoria.

L’Officina del racconto di Pineto è un luogo particolare nel quale all’ascolto e alla parola non si pongono barriere generazionali. Ne abbiamo avuto ancora una prova proprio ieri, in presenza dello stupore di due giovani partecipanti affascinate dalla restituzione delle scritture dei meno giovani, che hanno risposto al mio invito alla scrittura: una lettera scritta o mai scritta; una lettera ricevuta o che avrei voluto ricevere.

Le rappresentanti della generazione Z, native digitali, non hanno vissuto le esperienze postali di noi baby-boomers. Ma le testimonianze di chi aveva invece molto da ricordare e ne ha condiviso la memoria con una propria scrittura non hanno mancato di toccare nel profondo la sensibilità delle più giovani, che si sono dichiarate non solo ammirate per quanto ascoltato, ma hanno espresso anche un sentimento di mancanza per non aver mai avuto modo di scrivere delle lettere di carta, con il francobollo e la cassetta postale.

Perché non provarci ora? Questo mi sono sentito di proporre ad Annalaura e a Lavinia. Scrivete una lettera a una persona e invitatela a rispondervi allo stesso modo, e poi a farlo con altri. E vediamo che cosa può accadere. Anche questo può essere un modo per andare in controtendenza rispetto agli stili comportamentali imposti dall’infocene: cura di sé e dell’altro, profondità opposta a superficialità, lentezza contro velocità.

Le mie amiche lo faranno, me lo hanno promesso.

Venerdì 4 aprile era la sesta volta che ci incontravamo nell’Officina del racconto di Pineto. Stefanie Risse ha raccontato la storia del Circolo di scrittura a distanza che fa capo ad Anghiari, dove da molti anni si continua a tenere viva la scrittura epistolare “all’antica”. È stata una serata molto particolare, che mi ha reso felice e anche un po’ orgoglioso, lo confesso, per aver dato vita con il fondamentale supporto del comune di Pineto a una piccola comunità di scrittura e cultura autobiografica. Comunità di incontro, di pensiero, di formazione.

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