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Giovedì 16 gennaio 2025, a Villa Filiani di Pineto, ho presentato il circolo di scrittura e cultura autobiografica della Libera Università dell’autobiografia, l’Officina del racconto. Qui di seguito annoto una sintesi del mio intervento.

Sono davvero molto grato al sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta, all’assessora alla cultura Jessica Martella e a tutta l’amministrazione comunale per aver condiviso con un entusiasmo non certo scontato il mio progetto.

Dopo stagioni da vacanziere, da gennaio 2024 Pineto è diventata la mia città. Di questo luogo, oltre alla bellezza e alla sua giusta dimensione esistenziale, ho sempre apprezzato quella vivacità culturale che lo caratterizza anche oltre i tempi canonici della stagione turistica. In questo contesto, mentre mi ambientavo, ho pensato che sarebbe stato molto stimolante mettermi a disposizione per portare qui il mio contributo di formatore autobiografico e biografico, oltre che di docente della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (LUA). Ed è così che ho proposto al comune di Pineto di sostenere il percorso di un circolo di scrittura e cultura autobiografica, ossia lo strumento attraverso il quale la LUA diffonde il proprio metodo oltre i confini di Anghiari, in questo caso il primo in Abruzzo.

L’Officina del racconto – così l’ho intitolato recuperando la mia prima esperienza in questo campo – è uno spazio culturale di incontro in cui scrittura, memoria e narrazione autobiografica contribuiscono alla formazione delle persone di ogni età. L’obiettivo che si pone è quello di diffondere la pratica della narrazione di sé come strumento di conoscenza, di autoformazione personale e di collante per la collettività, secondo il metodo della pedagogia della memoria proposto dalla Libera Università dell’Autobiografia sin dal 1998.

La memoria siamo noi, e la scrittura è ancoraggio, riparo, ricerca di sé e occasione di incontro, cioè di crescita personale e sociale. Scrivere è dare forma al pensiero, è far rivivere, rispecchiarsi, ritrovarsi e ritrovare. Negli incontri periodici dell’Officina, le parole della vita saranno di volta in volta poste al centro di riflessioni e scritture orientate sulla linea ideale che, unendo il passato al presente, guarda al futuro e dall’io conduce al noi, all’attenzione e al rispetto per l’altro, verso il recupero di un’idea di comunità.

Nella società dello “tsunami informativo” di cui ci ha parlato Bauman, distratta, superficiale e disorientata, il connubio scrittura-memoria si offrirà come occasione di riflessione comune, oltre che nel ruolo di antidoto alla prevalenza dello storytelling consumistico, oggi potenziato anche dall’uso distorto e falsificante delle nuove tecnologie.

Non cambieremo certo il mondo, con l’Officina. Ma l’esperienza che ho maturato nel campo della formazione autobiografica e biografica, quando si rivolge a una comunità, mi rende fiducioso sui risultati che si potranno ottenere partecipando alle attività del nostro circolo: risultati di valorizzazione personale, in primo luogo, che, grazie all’interazione con il gruppo, si rifletteranno anche sulla tutela e la trasmissione della memoria collettiva.

Si parte venerdì 24 gennaio, alle 18, a Villa Filiani, per poi ritrovarci il 7 e il 21 febbraio, mentre le date successive saranno concordate con i partecipanti. Se questa proposta troverà il giusto apprezzamento, l’Officina del racconto è comunque già pronta ad ampliarsi con altre iniziative, sempre aperte a tutte le età.

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