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Il tema del Festival dell’Autobiografia 2024, di cui ho curato la direzione insieme a Duccio Demetrio, ha posto al centro il rapporto tra scrittura e natura, proponendo un messaggio complessivo teso a riconoscere il valore che la narrazione ecologica assume anche come strumento di difesa dell’ambiente. “Raccontare la terra” – questo il titolo del Festival – aiuta ad entrare in connessione con la natura, per non osservarla con sguardo distratto e superficiale, ma per sentirci parte di essa: non padroni, dominatori, ma in quello spirito di riconoscenza che ha accompagnato la storia dell’umanità, almeno fino al sorgere della civiltà industriale e all’affermarsi della logica del profitto.

Il Festival LUA 2024 si è rivelato proficua occasione per ribadire tutto questo e molto altro, grazie alla molteplicità dei contenuti proposti da relatori e relatrici. Per Duccio, che della LUA è fondatore, e il sottoscritto, in particolare, si è trattato della nostra ennesima e positiva avventura rivolta a promuovere l’impegno dell’associazione, nel rispetto dei principi che la animano. Sollecitato dall’antropologo Pietro Clemente, a cui abbiamo assegnato il premio del Centro Nazionale Ricerche e Studi autobiografici, a tutto questo ho dedicato l’articolo pubblicato nel numero di novembre del bimestrale online “Dialoghi Mediterranei”, che si può leggere qui.

(Nella foto: sul palco, nella conversazione con Piero Dorfles)

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