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Il treno nella cinematografia: un rapporto indissolubile, è il titolo del saggio che apparirà a mia firma sul catalogo della mostra internazionale Treni fra arte, grafica e design, in programma dal 9 ottobre al marzo 2022 al Museo m.a.x di Chiasso. La pubblicazione comprenderà autorevoli interventi di autori specializzati nelle diverse aree scientifiche di riferimento, come arte, grafica, storia, letteratura e fotografia. Dopo Chiasso, la mostra sarà riproposta in diverse città europee, tra cui Napoli, dove sarà ospitata nel maestoso Museo Ferroviario di Pietrarsa, in collaborazione con la Fondazione FS.

L’occasione di tornare a scrivere su uno dei temi a me più cari, quello del treno nell’immaginario collettivo, mi è stata offerta ai primi di agosto dalla direttrice del Museo, Nicoletta Ossiani Cavadini, con una mail in cui mi spiegava di aver letto con piacere il mio libro Treno e cinema. Percorsi paralleli. Considerato che quel libro lo avevo pubblicato nel lontano 1997 (editore Le Mani), lì per lì mi è sembrato quasi uno scherzo. Ma a farmi ricredere, oltre alla interessante chiacchierata che ho poi avuto con la Direttrice, ci ha pensato subito quella parte di me che ben conosce il potere dei libri: possono restare in letargo forzato anche per anni, ma se una mano torna a toccarli, risvegliandoli, la loro voce torna a farsi sentire inalterata, qualche volta rinnovando riflessioni ed emozioni.

Essere presente con un mio saggio sul catalogo di un mostra così importante è per me motivo di grande soddisfazione. Sono stato ferroviere ed ho quindi lavorato molti anni nel settore della comunicazione delle Ferrovie dello Stato. Al cui interno, fra l’altro ho diretto la rivista Amico Treno e curato il magazine Riflessi (poi la Freccia) e il sito di informazione FSNews.it. Tra articoli, news, comunicati stampa e libri, la ferrovia l’ho sempre raccontata, insomma. Con una particolare predilezione per quella che in Destinazione immaginario. Viaggio in treno nell’universo simbolico della ferrovia ho definito “l’idea del treno”, più che del treno reale, così come per le storie di viaggio (Quella volta, su un treno), per il linguaggio ferroviario (Aghi, macachi e marmotte. Dizionario semiserio per viaggiare in treno) e per i lavoratori delle ferrovie (libro fotografico Ferrovieri). Del capostipite di questa mia produzione editoriale, Treno e cinema, conservato anche in alcune biblioteche italiane, mi risulta esistano ancora alcune copie nel circuito del “Libraccio”. Gli altri libri sono tutti esauriti tranne Destinazione immaginario, che eventualmente può essere ordinato in libreria o richiesto a me (rscanarotti52@gmail.com). Dimenticavo: tutte le copertine dei miei libri sono firmate da Alessia Roselli.

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